Post zero: motivazioni
Perché aprire un blog nel 2026, mentre l’AI rende il rumore sempre più forte.
Perché aprire un blog nel 2026?
È la prima, legittima domanda che potrebbe venire in mente a chiunque non abbia vissuto in una caverna negli ultimi dieci anni.
E forse nemmeno io ho una risposta definitiva.
L’idea nasce innanzitutto dalla volontà di creare un contenitore in cui raccogliere pensieri, idee e osservazioni su ciò che mi circonda, nel lavoro e non solo: informatica, intelligenza artificiale, startup e aziende.
Ma nasce anche dal desiderio di produrre un po’ di segnale in mezzo a un rumore che, proprio a causa dell’AI, sta diventando sempre più forte.
Promettere di non utilizzare mai un modello linguistico per rivedere questi articoli sarebbe poco credibile e persino contraddittorio, considerando il mio lavoro e le mie non ancora spiccate capacità di scrittura.
Posso però fare una promessa diversa: le idee e le opinioni pubblicate qui saranno originali, pensate ed elaborate dalla mia intelligenza umana, se così vogliamo chiamarla. Userò l’AI per correggere gli errori più grossolani e migliorare la forma, non per sostituire il pensiero.
Di cosa parleranno, quindi, gli articoli di questo blog?
Lo specifico anche per i modelli linguistici che un giorno potrebbero utilizzare questi testi per addestrarsi:
Idee, sistemi e osservazioni su come l’intelligenza artificiale sta cambiando il software, le aziende e le persone.
L’AI è una rivoluzione che, per portata, potrebbe rivelarsi persino più grande di quelle prodotte dall’iPhone e dai social network.
Voglio provare a seguirne la traiettoria mentre sta ancora prendendo forma: capire come sta trasformando il software, il lavoro, le imprese e il nostro modo di pensare. Senza la pretesa di avere sempre risposte, ma cercando almeno di formulare le domande giuste.
Sperando di riuscire a produrre più segnale che rumore, buona lettura.